La Zona Monumentale Sacra

Introduzione

La Zona Monumentale di Punta Serauta è stata istituita con legge 5/12/1975 n°719 e a norma del D.L. 29/10/1922 n. 1386, convertito nella legge 16/6/1927 n.983; essa è affidata alla tutela del Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra (Min.Difesa) e ricorda ed onora gli Uomini che combatterono sulla Marmolada negli anni 1915-1917, durante la Prima Guerra Mondiale.

 

Nella foto il cippo con la scritta: „La guerra li divise, il ricordo li unisce“, ricorda tutti i combattimenti, Italiani e Austro-Ungarici che si combatterono sulla Marmolada dal 1916 al 4 novembre 1917. Nella grotta, dietro il cippo commemorativo, era alloggiato il „Corpo di Guardia“ del „fortilizio“ di Punta Serauta.

Nelle prime ore del 26 settembre 1917, gli Austriaci fecero esplodere una mina che investiva gli uomini che presidiavano la Forcella V: il Tenente Rosso e 17 fanti del 52° Reggimento.
Con questa foto il Tenente Serra, concittadino e amico del tenente Flavio Rosso, indicava alla famiglia Rosso, la posizione presso la quale il figlio Flavio era stato colpito.
Dalla documentazione raccolta si ha certezza che sotto il voluminoso cumulo di detriti rocciosi, proiettato sulla Forcella V dalla esplosione della mina, riposano ancora il Tenente Rosso e i suoi fanti.

ESCURSIONI

ITINERARI ESCURSIONISTICI SUI LUOGHI DELLA GRANDE GUERRA IN MARMOLADA
L’accesso alle zone esterne alle stazioni funiviarie, è a proprio rischio e pericolo. Munirsi di attrezzattura e vestiario appropriato.

 

Escursione Nr.1 FORTILIZIO ITALIANA E VISITA ALLE GROTTE DI PUNTA SERAUTA

 

Tratti di ferrata, gallerie, camminamenti, postazioni. Durata dei percorsi 1-2 ore. Visione di tutta la Marmolada a 360 gradi dal “Pulpito nel cielo” cui si arriva seguendo la ferratina ancorata alle rocce. Il tempo dipende dal passo e dalla voglia di sostare nei punti strategici e residui che testimoniano la Grande Guerra: grotte, anfratti, postazioni, osservatori.
Sull’ammasso roccioso di Punta Serauta i soldati italiani scavarono grotte e camminamenti, recentemente riattivate e visitabili nei mesi estivi seguendo l’itinerario consigliato nella planimetria. Qui gli italiani vissero dal maggio 1916 al novembre 1917, in una guerra di posizione contro lo sbarramento austriaco Forcella V – Sasso delle Undici.

È raggiungibile anche per la Ferrata Eterna, da Passo Fedaia per la cresta di Punta Serauta: itinerario difficile, lungo, per esperti (ore 6 solo andata). Attrezzatura e gambe da scalatori. Rientro con Funivia; o per il Vallon d’Antermoia, a piedi, lungo e pericoloso (dislivello di circa 1500 metri). Il tratto finale verso Serauta (2950 m.), a salire come a scendere, è servito da una ferrata insicura (nel 2006) che meriterebbe un accurato ripristino, in quanto rigorosamente storica: fu installata e usata dagli Italiana (51° e 52° Fanteria, comandati dal Cap. Menotti Garibaldi) per la conquista riuscita di Serauta nel 1916.
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Escursione Nr.2 FORCELLA VU – QUOTA 3065 – PUNTA ROCCA

 

Serauta-Punta Rocca (2950-3265 m). Ritrovo a Malga Ciapèla, 1449 m.

Forcella a Vu-Quota 3065-Galleria Rosso (circa 230 metri, talvolta ghiacciata). La Forcella a Vu si raggiunge partendo dalla stazione intermedia di Serauta (2950 m.): 1): su sentiero con tratti di ferrata esposta, a 45-50 minuti di cammino. 2): dalla galleria Rosso, con percorso alternativo (consigliati guanti, casco, cordino e moschettone, lampada, ramponi da ghiaccio al seguito). La quota 3065 è raggiungibile seguendo la ferrata: sulla cima c’è una grotta (prima austriaca poi conquistata dagli Italiani). Da q. 3065 oppure dal Campo da Tennis (così battezzato) della Forcella a Vu (uno spiazzo di circa tre per sette-otto metri) si ammirano i resti della Ferrata del Btg. Valcordevole, 206^ Compagnia, tracciata in verticale dalla Forcella a quota 3153, primi novembre 1917 per l’attacco e la conquista di tale quota (poi abbandonata subito per l’ordine di ritirarsi dopo la “Caporetto”). Tale ferrata, storica, ardita elegante, memoria dell’Esercito e dell’epoca Grande Guerra è in stato di totale abbandono: patrimonio anche alpinistico ineguagliabile, dimenticato. Durata totale dell’escursione 2-4 ore, secondo il passo.

Punta Rocca (con funivia da Serauta, 2959-3265 m.). Neve perenne. Panorama incantevole. Grotta della Madonna (realizzata dagli Alpini, con all’interno la scultura di Franco Fiabane, di Belluno) donata da Giovanni Paolo 2° il 26 Agosto 1979, quando visitò la Marmolada. Attrezzatura da escursionisti d’alta quota. Durata dell’escursione, da quota 3265, sulle nevi perenni circostanti, di 1-2 ore, a piacere.

 

Escursione Nr.3 ITINERARIO MALGA CIAPELA – OMBRETTA DI MARMOLADA – OMBRETTOLA

 

RITROVO: Da Sottoguda (Rocca Pietore, SP 641, a piedi, per i pittoreschi “Serrai”, un orrido naturale scavato nella roccia, o in auto fino a poco prima di Malga Ciapèla.
Strada asfaltata a sinistra per il Rifugio Falier (Indicazioni: Camping 800m., Agriturismo 1800m., segnavia C.A.I. sentiero n.610).

TEMPO DI PERCORRENZA: Da 3 a 4 ore (scorciatoia 2,30-3,30).

DIFFICOLTÀ: Nessuna. Attrezzatura d’alta montagna.

ITINERARIO: In salita, ora ripida, ora falsopiano, sotto l’incombente parete Sud della Marmolada fino ai m. 2080 del Rifugio Onorio Falier, intitolato alla memoria di un Caduto italiano.

MEMORIE DELLA GRANDE GUERRA
A Sottoguda, nella casa a fianco del Garni-Albergo “Ai Serrai” (negozio di generi vari) era ubicato il comando del settore Costabella-Marmolada, affidato al Col. Peppino Garibaldi.
A Malga Ciapèla, dal maggio 1915, presidio del IX Corpo d’Armata.
Nell’omonimo albergo (oggi ristrutturato), installato un Ospedale. Nelle vicinanze, distaccamento della Guardia di Finanza: la casermetta in muratura che lo ospitava è tuttora esistente.
All’inizio di Val d’Arei, piccolo cimitero in una radura detta di Pian Selère, a destra, dimora provvisoria dei primi Caduti del settore (corpi traslati negli anni ’30 al Sacrario di Pian di Salesei o di Pocol-Cortina).

Da Malga Ciapèla, per sentieri e mulattiere, le truppe italiane si collegavano con le posizione avanzate del fronte di guerra della Marmolada: Passo Fedaia, Passo Padon, Monte Mesola, Vallon d’Antermoia, Passo Ombretta, Forca Rossa e altre diramazioni circostanti, quali il Col Toront, il Col Da Daut, il Monte Migogn.
Circa un chilometro dopo il camping, mulattiera ghiaiata che fu percorsa da truppe, muli, carriaggi e artiglierie per portate in quota viveri e munizioni alle truppe italiane sulla linea di fuoco della Marmolada di Ombretta.

La mulattiera, larga, è a tornanti, verso il Monte Fop (2550 m.).
Un bivio, a sx., conduce in Val Franzedas.
Proseguendo si giunge all’inizio di Val Ombretta e appare la gigantesca parete Sud della Marmolada (Pale del Fop a sx.). In fondo, l’Ombrettola (2931 m.) sbarra la vallata con il Sasso Vernale (3058 m.) e le cime dell’Ombretta orientale (2653 m.)

Alto si stacca nel cielo il “Fungo d’Ombretta” (2653 m.): domina dall’alto il Rifugio Falier (C.A.I. di Venezia, gestori la famiglia Dal Bon di Canale d’Agordo).
Nella Grande Guerra era il Rifugio Ombretta (costruito nel 1911) occupato dall 206^ Comp. Btg. Va Cordevole comandata dal Cap. Arturo Andreoletti (Nel dopoguerra, ispiratore dell’Associazione Nazionale Alpini).

Venne distrutto dalle cannonate austriache.
La mulattiera confluisce in un sentiero che passa davanti a Malga Ombretta (1904 m.), prativa.
Dal Falier, sentiero 610, si raggiunge Passo Ombretta.
Segni della guerra 1915’-17 un po’ dovunque per occhi esperti e conoscitori della storia.
Il sentiero 612 risale il Vallon d’Ombrettola puntando verso Forcella della Banca di Valfredda (2777 m., sentiero 678); oppure, si prosegue (612) per Forcella del Bachet (2836 m.) o per il Passo Ombrettola (2864 m.).

 

Escursione Nr.4 ITINERARIO DIGONERA – COL DA DAUT – DAVEDINO

 

RITROVO: a Digonera, SP 563, da Caprile per Arabba.

DIFFICOLTÀ: nessuna.

TEMPO DI PERCORRENZA: 4-5 ore andata-ritorno.

 

Escursione Nr.5 STORICO – PAESAGGISTICHE SULLA MARMOLADA

 

Dopo Caprile, SP 641, oltrepassato il torrente Cordevole, a dx. strada per l’oasi naturalistica costituita da una sorgente di acqua solforosa un tempo ritenuta medicamentosa.
A Digonera, parcheggio e Tabellone Interreg orientativo. Strada verso la montagna (costruita dal Genio Militare Italiano nel 1916, progetto S. Ten. Alberto Alpago Novello, di Belluno).
Dopo 4 Km. Circa, arrivo a Col Da Daut, postazioni e gallerie della Grande Guerra. Baracca nell’ampio spiazzo (poco prima, resti di una piazzola per artiglieria e posto di vigilianza, a fianco della carreggiata. Gallerie-ricovero per la truppa e punti di osservazioni su Col di Lana e Val Cordevole).

Tra le batterie che sparavano sul Col di Lana, due 152/Marina. Quando fu fatto saltare in aria dalla mina italiana (17 aprile 1916) le batterie di Col Da Daut, di concerto con le altre posizionate a raggiera intorno al Col di Sangue, scatenarono l’inferno sulla cima già devastata dalla mina.
L’itinerario, dopo Col da Daut, prosegue verso Davedino, a circa un’ora di cammino, in falsopiano. Vibio a sinistra, per Moè di Laste, raggiungibile in un’oretta (sentiero).
Prima di Davedino, tabellone Interreg orientativo e sentiero per Malga Laste e Passo Fedaia. Poco dopo, a sx. un’artigianale tabellone in legno indica Gran Plòn Crepe Rosse.
Davedino è una tipica frazione di montagna, ricca di fienili e attrezzi della civiltà contadina: ha conservato le caratteristiche del passato, salvo qualche casa risistemata. Si è proiettati nel secolo scorso. Pochissimi gli abitanti rimasti (molto ospitali).

In una casa accanto ad un capitello della Madonna, era ospitato il comando di zona.
Davedino è raggiungibile anche in automobile (strada stretta e ripida, parcheggio limitato) dalla SP 563 Caprile- Salesei: bivio a sx. in corrispondenza di un ponte su Cordevole che, nel 1915. Segnava il confine tra Agordino e Sud Tirolo.
Esistevano al di qua del torrente una casermetta italiana della Guardia di Finanza (poi distrutta) e, subito dopo il Cordevole, la frontiera vigilata dai gendarmi austriaci.

Indicazione stradale: VALLAZZA DAVEDINO.

 

Escursione Nr.6 ITINERARIO DIGONERA –LASTE – COL TORONT

 

INDICAZIONI: Col Toront è raggiungibile a piedi o con mezzi autorizzati. DIFFICOLTÀ: nessuna.
DISLIVELLO: da q. 1500 a 2000 m. circa.
ITINERARIO: Da Alleghe-Caprile, SP 367 a dx. per Salesei-Livinallongo-Arabba. Dopo Digonera bivio a sx. per Laste, SP 35. Dopo Laste, indicazione Rifugio Migon (o Migogn), bivio a sx.
A Davare, strada silvo-pastorale. Percorsi due chilometri circa, a dx. il Rifugio Migon e la Chiesetta Alpina di Laste. A km. 4,2 da Davare si raggiungono le postazioni di Col Toront, visibili sulla dx. tra pietraie verde cupo. A sx. c’è la Malga Laste con alle spalle il Monte Migogn.

All’arrivo, piazzola di sosta, fontana rustica in un tronco d’albero, capitello con crocifisso e tabellone del Progetto Interreg lll.
Le gallerie che ospitavano le truppe italiane son numerose, rivolte verso il Col di Lana. Al riparo di Col Toront erano posizionate nel 1916 alcune batterie di cannoni da 149, che sparavano sul colle tenuto dagli Austriaci

 

ESCURSIONI NELLA ZONA CIRCOSTANTE LA MARMOLADA

  • Da Col di Rocca a Sottoguda, lungo i prati della sponda sinistra del torrente Pettorina.
  • Da Col di Rocca alle vecchie frazioni in abbandono di albe e Vallier. Vecchio mulino del grano, in legno, ultima testimonianza della civiltà contadina scomparsa.
  • Da Malga Ciapèla a Tabià Palazza, zona di valanghe: seppellirono decine di soldati italiani nel 1916-’17. Resti di un cimitero militare poco sopra Malga Ciapèla, a destra, su prato, in località detta Pian Salère.
  • Dalla Baita Dovich ai Coi de Friz.
  • Dalla Baita Dovich al Vallon Antermoia ed al Muge. Tracce evidenti dei reparti italiani distaccati da Malga Ciapèla nel 1916.’17.
  • Da Tabià Palazza al Rifugio Padon (sentiero o seggiovia). Veduta ampia sulla Marmolada dirimpettaia.
  • Da Passo Fedaia al Rifugio Padon: sentiero.
  • Dal Rifugio Padon al Bivacco Bontadini, dove era dislocato un reparto d’artiglieria italiano (1916-’17).
  • Dalla Mesolina al Rifugio Porta Vescovo (equipaggiamento adeguato) lungo le crepe del Padon percorrendo la “Ferrata delle Trincee” (in galleria, attrezzatura adeguata, lampada, etc.). Al Bec de Mezzodì (m. 2727) si trovano i resti della postazione austriaca.
  • Dal Rifugio Padon (m. 2369) al Rifugio Porta Vescovo (m. 2478) lungo la zona prativa che fiancheggia le “Crepes de Padon”.
  • Da Malga Ciapèla (m. 1449) a Malga Ombretta (m. 1902) e al Rifugio Falier (m. 2080).
  • Dal Rifugio Falier (m. 2080) a Passo Ombretta (m. 2704) e al Bivacco Dal Bianco (m. 2702).
  • Dal Bivacco Dal Bianco a Cima Ombretta.
  • Da Passo Ombretta (m. 2702) alla Forcella Marmolada (m. 2896) per il ripido ghiaione sotto la strapiombante parete Sud.
  • Da Forcella Marmolada (m. 2890) ci sono due itinerari: A) – salendo la cresta ferrata si raggiunge Punta Penia (m. 3343). B) – da Forcella Marmolada si scnede lungo il canalone sul ghiacciaio e piegando a destra, a q. 2500, si raggiunge Pian dei Fiacconi (il percorso sul ghiacciaio d’estate è a rischio crepacci!).

 

VISITE INTERESSANTI IN ZONA

  • La chiesa di Santa Maria Maddalena (Rocca Pietore centro), del 1442, oggi monumento nazionale, guglia ghibellina, stile gotico, contenente pregevoli opere d’arte.
  • Il Santuario di Santa Maria delle Grazie (del 1965) a mezza strada tra Alleghe e Caprile, meta di pellegrinaggi non solo dalla provincia di Belluno (opere degli scultori Augusto Murer e Toni Benetton). Alla Madonna vengono “dedicati” i bambini per una protezione soprannaturale. Accanto al Santuario c’è l’originaria chiesetta della frazione, eretta nel 1726 per un ex voto degli abitanti della Regola di Calloneghe (Regola e nome sono in disuso): vi erano esposti molti ex voto Per Grazia Ricevuta.
  • La chiesetta dei santi Rocco e Fabiano, a Sottoguda, edificata nel 1486, ex voto degli abitanti di Laste e Sottoguda rimasti immuni dalla terribile pestilenza del 1482. Sul frontespizio, una lapide metallica, guardata da un Cristo in legno, ricorda i Caduti di guerra del 1915’-18.
  • Di fronte alla chiesetta c’è la scuola elementare dedicata a Carlo Delcroix, in abbandono (2005; sopra la porta si legge la data 1884 e nel retro, sul muro, la dedica, molto scolorita).
  • La chiesa di San Gottardo a Laste, del 1863, disegnata dal noto Giuseppe Segusini.
  • I “Serrai di Sottoguda” (sulla strada per la Marmolada), un “orrido” naturale tipo canyon, celebrato da Ottone Brentari nella guida “Belluno e Feltre” del 1887. Tale “tortuoso corridoio lungo circa due chilometri … fiancheggiato da rupi a picco …”, fu percorso dalle fanterie italiane (1915’-17), da carriaggi trainati da muli e da cani carichi di provviste per le truppe di stanza a Malga Ciapèla e sul fronte della Marmolada.
  • Il “Sass de la Murada” (a Ronch di Laste), ex castello di Roccabruna, oggi simile a una gigantesca torre di dolomia, visitabile salendo per una breve ferrata verticale.